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Accise: Governo prende tempo ma incide poco

Governo prende tempo ma senza coraggio.
Bene la conferma della proroga del taglio delle accise fino al primo maggio e l’intervento mirato sulle aziende agricole, cui viene esteso il taglio delle imposte già adottato per le pesca.
Ma lo scenario attuale, prezzi del gasolio oltre 2,1 euro/litro in tutta Italia ed un rincaro del prezzo del gas per i clienti vulnerabili del 19,2% imponeva più coraggio, il governo Draghi, nella precedente crisi, aveva avuto più visione portando il taglio delle accise a 30 centesimi di euro/litro e abbassando l’IVA del gas al 5%.
Ci aspettavamo un potenziamento degli aiuti, così le misure rischiano di essere insufficienti per aziende e famiglie. La spirale inflattiva si è avviata ed ha già portato un +1,7% a marzo! La crisi internazionale non sembra avrà una fine a breve termine ed il rischio di uno shock energetico come nel ‘73 si prospetta sempre più vicino: il governo italiano impose la riduzione dell’illuminazione pubblica, la chiusura anticipata dei negozi e la limitazione dei programmi televisivi, oltre alle famose “domeniche a piedi” in un contesto ben diverso da quello di oggi che pone l’Italia in forte difficoltà nei confronti degli altri paesi europei.
L’emergenza che stiamo vivendo impone scelte coraggiose: tassare gli extraprofitti derivanti dalle conseguenze degli attuali eventi bellici realizzati dalle aziende del settore energetico, trasferire gli oneri di sistema dalla bolletta alla fiscalità generale. Infine, è ormai inderogabile l’individuazione di misure strutturali e non emergenziali individuando immediatamente un piano energetico nazionale che renda l’Italia un Paese energicamente meno dipendente dall’estero.