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Inflazione: stangata su energia e carrello della spesa

I dati diffusi oggi dall’Istat confermano uno scenario estremamente preoccupante per le famiglie italiane. L’impennata dei prezzi con un aumento dell’1,1% su base mensile e del 2,7% su base annua, evidenzia un’inflazione che torna a farsi sentire pesantemente sulle tasche dei consumatori, trascinata da luce, gas e cibo.

A preoccupare è soprattutto l’accelerazione dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, che balzano al +4,2%, e del cosiddetto “carrello della spesa” quindi beni alimentari e cura della casa, che sale al +2,3%. Il motore di questa nuova fiammata è senza dubbio il comparto energetico. Il passaggio dei prezzi degli energetici non regolamentati da un calo del -2,0% a un aumento del +9,6% e la risalita dei regolamentati (+5,3%) rappresentano una scossa che rischia di destabilizzare i bilanci domestici.

L’energia non è solo una voce di spesa diretta, ma un costo che si ribalta inevitabilmente su tutta la filiera produttiva e distributiva. Un ulteriore segnale d’allarme è l’aumento degli alimentari non lavorati (+5,9%) a conferma che la crisi attuale colpisce i consumi di primaria necessità, quelli a cui le famiglie non possono rinunciare e che sono diventati un lusso.

Ci stiamo pericolosamente avvicinando ai dati drammatici della crisi ucraina, con la differenza che oggi la compressione del potere d’acquisto degli italiani è ancora maggiore.

Per questo motivo, continuiamo a chiedere al Governo interventi strutturali e immediati, senza limitarsi al solo taglio delle accise o al lavoro – utile ma insufficiente – di monitoraggio della Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi.

Allo stesso tempo, rivolgiamo un appello alle aziende che continuano a registrare grandi profitti: è il momento di fare la propria parte e calmierare i prezzi, a partire da quelli energetici. Non si può assistere passivamente all’impoverimento delle persone e della società: senza consumi, anche il PIL è destinato ad andare sempre più a picco.

Roma, 15 Maggio 2026