I prezzi dei carburanti alla pompa sono ancora in aumento e pesano sulle famiglie italiane. È quanto afferma l’Adoc in seguito alla riunione della Commissione Allerta Rapida sui prezzi che si è riunita ieri, durante la quale il Garante dei prezzi ha esposto le rilevanze e il tendenziale dei prezzi del carburante. Siamo profondamente preoccupati per uno scenario che non accenna a migliorare. L’incertezza geopolitica, alimentata dal perdurare della guerra e dalla situazione critica dello stretto di Hormuz, allontana ogni ottimismo di una riduzione dei costi energetici che scatenerà rincari dei carburanti e dell’energia e porterà il Paese ad una stagflazione ed un impoverimento complessivo.
Crediamo che sia necessario rinnovare il Decreto Carburanti per dare sostegno alle famiglie e contrastare la spirale inflazionistica, attraverso una riduzione delle accise da 25 a 30 centesimi, prevedendo una modulazione specifica per il gasolio, il cui prezzo ha ormai superato la soglia critica di 2,20 €/litro, a fronte degli 1,80 €/litro della benzina. Bisogna ridurre l’IVA al 5% sul gas, come è stato già fatto nel 2022 di fronte all’altra emergenza scatenata con la guerra in Ucraina. Lo stesso Dl Bollette è stata un’altra occasione mancata: è grave la responsabilità del Governo di non aver ascoltato le richieste del mondo dei consumatori, del lavoro e delle imprese.
Riteniamo inoltre che, per ridurre i costi dell’energia per le famiglie, occorra trasferire gli oneri di sistema dalla bolletta alla fiscalità generale e tassare gli extraprofitti derivanti dalle conseguenze degli attuali eventi bellici realizzati dalle aziende del settore energetico.
Infine, è ormai inderogabile l’individuazione di misure strutturali e non emergenziali individuando immediatamente un piano energetico nazionale che renda l’Italia un Paese energeticamente meno dipendente dall’estero.