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ADOC

I dati emersi da un rapporto elaborato dall’Adoc. Gli incrementi maggiori sulla ionica, in particolare a Nardò e Porto Cesareo

Con l’inizio dell’estate ritorna puntuale l’annosa questione dell’aumento dei costi di lettini e ombrellone nei lidi salentini. Aumentano le temperature e aumentano i prezzi con un innalzamento della curva dei costi che, secondo un report stilato da Adoc, l’associazione difesa orientamento consumatori, per il 2026 farebbe registrare un aumento medio pari al 25,39%. Un’indagine che, da oltre 18 anni, si attesta su un campione di 30 stabilimenti balneari selezionati da nord a sud del litorale, dallo Ionio all’Adriatico. Prende in esame la tariffa di noleggio nel mese di luglio evidenziando un aumento considerevole in soli cinque anni, dal 2021 al 2026, e un prezzo medio complessivo che dai 25,32 euro è passato a 31,75 euro.

Due i criteri: le fasce costiere, come la costa ionica nord e sud, la costa adriatica nord e sud, e le località o aggregazioni locali, intese come i Comuni di Porto Cesareo e Nardò, Gallipoli, Ugento e zone limitrofe, Otranto e Melendugno e le marine leccesi. Secondo la rilevazione di Adoc l’incremento dei prezzi più consistente è stato registrato nelle marine di Porto Cesareo e Nardò, dove si registrerebbe un aumento pari quasi al 50% in cinque anni, intorno al 28% si aggirerebbe invece l’aumento per la costa adriatica sud, tra Otranto e Santa Maria di Leuca, e la costa ionica nord, nel tratto tra Torre Lapillo e Gallipoli che registrerebbe un aumento pari al 33%. Più contenuti, invece, risulterebbero gli aumenti registrati nella macro area della costa ionica sud, tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca, dove l’incremento dei costi si attesterebbe intorno al 7%, mentre Ugento con le aree limitrofe registrerebbero un aumento dei prezzi intorno all’8%. Analizzando i costi dei singoli lidi l’associazione di consumatori avrebbe appurato come in alcuni lidi di Porto Cesareo una giornata al mare sotto l’ombrellone, sdraiato sui lettini, una coppia arriverebbe a pagare fino a 50 euro al giorno, mentre nei lidi della marina leccese di San Cataldo, lo stesso servizio ed al prezzo più basso arriverebbe a costare appena a 18 euro al giorno.

«La nostra ricerca – dice Alessandro Presicce, responsabile provinciale Adoc – ha il pregio di soffermarsi, da 10 anni, sempre sugli stessi 30 lidi che rappresentano la fotografia perfetta del territorio in cui operano, attraverso un’indagine anonima che abbiamo fatto negli anni come fossimo stati dei semplici clienti, abbiamo potuto appurare come nel tempo i costi degli stessi ombrelloni e lettini, sullo stesso tratto di litorale, con le stesse concessioni, sia in realtà lievitato negli ultimi 5 anni. Abbiamo realizzato questa indagine su tutto il territorio salentino, suddiviso per aree, perciò il dato che ne è emerso è un dato certo e fedele».

Diversa la visione dei rappresentanti di due associazioni datoriali del settore balneare salentino, ossia Giuseppe Mancarella, presidente di Federterziario balneari, e Mauro Della Valle, presidente di Confimprese demaniali Italia. «Ogni anno arrivano puntuali queste stime – esordisce Giuseppe Mancarella – ma vi posso dire che è facile andare a controllare di persona e rendersi conto che anche quest’anno c’è solo un aumento fisiologico di 1 o 2 euro, non di più, dovuto ad un aumento che c’è stato in toto, dal carburante al costo del personale». 

Dello stesso avviso anche Mauro Della Valle che spiega: «Il bello del Salento è che su 270 chilometri di costa ognuno può scegliere il lido e il servizio adatto. Gli aumenti, dove ci sono stati, sono stati comunque lievissimi, basti pensare che a San Cataldo si parte dai 15 euro per ombrellone e lettini a luglio fino ai 25 euro nella settimana clou di ferragosto. Senza contare poi i 71 lidi che offrono lettini e ombrellone gratis alle persone in difficoltà anche economiche».